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…"Nella
interpretazione degli operatori, i rituali magici costituiscono
un rimedio immediato attraverso il quale curare i singoli malanni
o gli incidenti che funestano lo scorrere normale della vita: l'interpretazione
demartiniana permette, invece, di comprendere che tutto l'insieme
delle pratiche magiche in uso presso una civiltà costituisce la
panacea contro il negativo estremo, contro il rischio che il singolo
incidente comporti il recedere della cultura di fronte alla natura":
"Il
"morso" è come una cicatrice, un'incisione che viene sì curata,
che non sanguina più, ma che, appunto come una cicatrice, resta
visibile sul punto in cui la carne si è rotta, a bella mostra del
fatto che in quel posto del corpo c'è stata una ferita, una lacerazione.
Il morso della tarantola del Salento è mitico, ideale, archetipale,
perciò profondissimo nelle pieghe dell'inconscio collettivo della
gente di questa terra, è un morso ed un ri-morso in una parte del
corpo che non è più materia, ma spirito purissimo, coscienza di
sé, archetipo simbolico di una lacerazione mitica, il risultato
rituale di una lotta furiosa fra la vita e la morte, tra la cultura
e la natura, tra il divino e l'umano."
Maurizio
Merico
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