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TERRA ARSA, TERRA DI RADICANTO

Terra arsa - Radicanto La loro terra è veramente bella e le rendono un prezioso omaggio tanto da riuscire a riproporre brani della tradizione egregiamente edulcorati dalla loro bravura e dalle loro varie esperienze. Infatti i mittenti hanno differenti formazioni circa studi musicali ed accademici: il jazz, la musica celtica, sudamericana, classica, antica e popolare; e poi la filosofia, le lingue, la sociologia.
Si provi ad immaginare cosa ne può venire fuori dall'incontro di tutti questi background: è l'esaltazione della contaminazione, è l'esplosione gioiosa di fare musica per il puro piacere di creare partendo ognuno da diversi presupposti e visioni.

Tutto ciò non passa inosservato a chi chiede loro delle prestazioni per rappresentazioni teatrali e cinematografiche. Bari la loro terra, ma i Radicanto non disdegnano la ricerca tanto da proporci brani del Gargano, del Salento, della Basilicata, naturalmente conditi da scale e sonorità che salpano dal sud Italia con svariate destinazioni. Il loro primo lavoro, Echi di gente, è stata un'ottima promessa di quanto il gruppo sarebbe cresciuto mantenendo ben saldo il timone della coesione e della coordinazione musicale.

La folta band ritrova il mandolino ammiraglio di Giuseppe De Trizio, le belle voci di Fabrizio Piepoli ed Enzo Granella con i loro bouzuki e chitarra, l'eclettico contrabbasso di Pierpaolo Martino, gli svolazzanti fiati di Massimo La Zazzera, tammorre e tamburelli di Gigi Celestino coadiuvate dalle innumerevoli percussioni di Daniele Abbinante.
Terra arsa - corde pelli e papiri è il banco di prova delle loro potenzialità, fregiandosi inoltre di svariate collaborazioni; ne citeremo una per tutte: Mario Salvi, fra i mitici convogliatori di vento in quel magico strumento che è l'organetto diatonico.


Mario fa loro dono del brano "Strummolo", un vivace duetto tra organetto e mandolino, volteggianti assieme come la trottola che dà il nome al pezzo. Il disco è una calda e fragrante sequenza di diapositive a colori che illustrano vicende quotidiane: "Mmienz a 'mmare" è la perfetta tessitura di suoni che, come le onde e la risacca, ci investe dell'immensità e della libertà del mare con tutte le sue storie provenienti dal passato remoto e da lidi lontani fino alle sponde di oggi: storie di conquiste, di lotte, ma anche di felicità, di incontri, di scambi, soprattutto di amori.

E tanto per rimanere fra le onde citeremo oltre al brano "Terra Arsa" -mareggiate e contrabbando, approdi e naufragi, "U cant du navgant" del noto cantautore Enzo Delre; un pezzo affascinante, ammaliante, con un eccezionale pathos sapientemente creato dalla band, la quale rivela in questa traccia l'elevato grado di professionalità. Una chicca: "Canzone di Finella" composta da Giuseppe De Trizio ed eseguita dalla voce di Antonella Genga, quando il lavoro di ambulanti è l'immutabile quotidianità consueta nei vicoli del centro storico di una città di mare con fugaci momenti di serenità, lunghi quanto "lo spazio di una canzone".

Nel complesso Terra arsa è davvero un buon lavoro che elargisce profumi e ricordi con generosità e fantasia; inoltre nell'assistere ai concerti dei Radicanto sarà ben esperibile il loro livello di sintonia e particolarità musicale, il tutto condito da sensuale e vivace atmosfera di connivenza, come se tutto fosse già noto; e ritrovarsi è sempre magico…

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Con "Terra arsa", Nero ha dipinto...

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