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Eugenio Bennato

CHE NON SIA SOLO IL MEDITERRANEO...

Eugenio Bennato…quanti incantesimi, meraviglie musicali ci ha regalato a partire dal 1969 con la Nuova Compagnia di Canto Popolare per poi fondare la magica formazione di Musicanova. Vogliamo farci un bagno di nostalgia? Le migliori voci ed i migliori strumentisti hanno circondato Eugenio nel suo ineguagliabile passato: Teresa De Sio, Carlo D'Angiò, Robert Fix, Pippo Cerciello, Francesco Tiano…tanti, troppi per essere elencati tutti. Dalla più approfondita ed accurata ricerca delle tradizioni e delle culture popolari, fino ad elaborare inediti irripetibili nella storia della melodia e della lirica del filone world italiano.

Eugenio non ama i nostalgici, ma noi non possiamo fare a meno di ricordare una delle più belle canzoni della musica popolare italiana, quasi una poesia: "L'acqua e la rosa", oppure l'amore sotto sembianze melodiche quale quello presentatoci da "Dulcinea", o la più fedele e intrigante esecuzione della "Pizzica Tarantata", presente sull' LP "Garofano d'ammore", fino alle più avvincenti villanelle.

"Che il Mediterraneo sia" è l'ultimo lavoro di Eugenio, ma non possiamo non notare una dilagante povertà di contenuti musicali e lirici. Un disco freddo, cupo, che non riesce a trasmettere emozioni, a tratti nevrotico per un assillante e pedante uso del ritmo terzinato, con tratti fortemente pop (senza nulla togliere a tale genere) piuttosto che etno.
Musicalmente cerca di rifarsi ostinatamente a brani già noti, con forti riferimenti all'ultimo suo eccellente lavoro qual era "Mille ed una notte fa", magica pozione di melodie e poesie, di esuberanti ricchezze strumentali e vocali ( e non per caso ricompare la traccia "Ai naviganti in ascolto" che però non può non farci rimpiangere la prima edizione). Avevamo già riconosciuto "Dulcinea" sotto le spoglie di "Fimmina chiangi" in "Taranta power", e ci pare di riascoltarla ancora, ritroviamo citazioni musicali di "Ballo cantato per mandoloncello", e poi innumerevoli sono i bordoni già sperimentati nelle sue magnificenze musicali passate (anch'essi troppi per citarli tutti). Liricamente la povertà diventa esasperante: ritrovare le stesse frasi in più tracce, overdose di citazioni inerenti ad una taranta che non c'è, l'insistere nel comporre testi utilizzando nomi o immagini di persone (e questa volta ne ha fatto le spese il suo grande maestro De Simone al posto di Arbore), la ricerca ostinata di rime baciate ("ogni uomo con la sua stella nella notte del dio che balla…", una notte già progetto della De Sio).

Apprezziamo il testo di "Ninna nanna 2002", dopo tutte le canzoni che parlano di mare e naviganti finalmente un pensiero ai profughi che inseguono un sogno di vita, spesso perdendola (non sappiamo quale delle due versioni presenti scegliere, se la sua interpretazione o quella di Pietra Montercorvino).
Sosteniamo fortemente la contaminazione e quindi amiamo l'idea della Babele di linguaggi, fidandoci ovviamente della musicalità del linguaggio extraeuropeo; quindi ci pare assolutamente geniale l'intro di "Taranta Sound", un affascinante incrocio tra litanie africane, frasi magrebine e un potente rap salentino, ma il resto del brano non ha niente da invidiare ai ritmi del sabato sera. Per quanto riguarda questa traccia ci sentiamo in dovere di rendere giustizia alla voce pugliese che, insieme a Zaina Chabane, Roberto Menonna, Emidio Petringa, Geppino Laudanna e due coriste indecifrabili, chissà perché, è stata occultata nel pochissimo curato ed anoressico booklet: il bravo Mimmo Gori & co. dovranno accontentarsi di questa modestissima recensione perché sia loro ufficialmente riconosciuta la partecipazione.

Non possiamo non chiudere con una piccola polemica inerente alle parole di Eugenio presenti in apertura di booklet. Perché dalla comunanza mediterranea dovremmo energicamente contrapporci alla musica anglosassone? E poi, alcuni componenti della NCCP, prima che tale formazione prendesse tale nome, non si dilettavano forse a strimpellare le antiche note del blues, del rock e degli spirituals? Lode ai Beatles, ai Rolling Stones ed ai Pink Floyd…

 

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